----- Sito in Kostruzione -----

Enciclica sociale


Ieri, 7 luglio, il papa Benedetto XVI ha pubblicato l'enciclica "In caritas veritate", indicando nella carità, la possibile alternativa etica all'economia della globalizzazione. L'appello è per i grandi del G8 che si trovano in questi giorni nei nostri territori terremotati.
Dell'enciclica, vi suggeriamo un estratto suggestivo sul tema della carità e giustizia:

"(...) dall' impegno per lo sviluppo in una società in via di globalizzazione: la giustizia e il bene comune. La giustizia anzitutto. Ubi societas, ibi ius: ogni società elabora un proprio sistema di giustizia. La carità eccede la giustizia, perché amare è donare, offrire del «mio» all' altro; ma non è mai senza la giustizia, la quale induce a dare all' altro ciò che è «suo», ciò che gli spetta in ragione del suo essere e del suo operare. Non posso «donare» all' altro del mio, senza avergli dato in primo luogo ciò che gli compete secondo giustizia. Chi ama con carità gli altri è anzitutto giusto verso di loro. (...)".

La carità viene quindi dopo la giustizia. C'è bisogno di queste parole, in un periodo in cui la carità viene sempre più sentita come concessione (che contiene in se stessa la dicotomia morale superiore-inferiore). Idea insidiosa, quanto pericolosa, perchè eversiva: nel dono, la falsa carità, invece che "far sovrapporre" due umanità, sbilancia l'una a favore dell'altra, ripristinando nuovamente l'ingiustizia originale. Ed è tanto facile farsi prendere da questa falsa carità dell'arroganza, del privilegio...mondarsi forse nella candeggina dell'umiltà? Continua a leggere

Giovedì 2 luglio 2009. Il disegno di legge n. 733 Bis, il ddl "sicurezza", con la benedizione di tre voti di fiducia diventa legge.

L'associazione Milano Città Aperta promuove un Presidio sotto la Prefettura (Corso Monforte - Milano)

Lunedì 6 luglio, ore 18

per adesioni: NO.DDL.SICUREZZA@GMAIL.COM

In attesa di un intervento kossaro, rassegna stampa:

Intervento di Monsignor Marchetto, Pastorale dei Migranti (da Corriere.it)
Ripercussioni Ddl 733 su ragazze schiave mercato della prostituzione (da Repubblica.it)
Comunicato stampa del Gruppo Everyone (organizzazione non profit) + articolo da Il Giornale (dal Blog del Circolo Pasolini)
Ricordiamo anche lo speciale "Ammalarsi di Clandestinità" apparso su Inchiostro, giornale dell'università di Pavia, scaricabile qui.

E questo è il resto. Continua a leggere

For a world without hunger


Secondo il nuovo report del 19 Giugno della FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) nel mondo 1020 milioni di persone soffrono la fame: questo dato rappresenta il massimo storico negativo. Mafaldiamoci. Continua a leggere

Richiesta di asilo politico



Vi alleghiamo la richiesta, formulata da Arci Pavia, di asilo politico per uno studente camerunese, in pericolo per aver partecipato a manifestazioni studentesche pacifiche, in Camerun.
Noi kossari sentiamo naturale la solidarietà e vi invitiamo a sottoscrivere la petizione di asilo politico per Yanick Ngatcha.


ASILO POLITICO A YANICK NGATCHA!



Yanick è uno studente camerunese di chimica al terzo anno. Fino a pochi mesi fa viveva nella sua città, Douala. Consigliere dell´ADDEC, il sindacato studentesco del Camerun, ha subito torture e aggressioni da parte dei militari durante le manifestazioni studentesche pacifiche del 2005 e del 2008. Nel Febbraio dell´anno scorso, in particolare, la situazione nel suo paese si è complicata a causa dell´aumento spropositato dei prezzi dei beni di prima necessità e del petrolio. Il presidente in carica, inoltre stava cercando di modificare la Costituzione per aggiudicarsi il terzo mandato. Molte ONG (vedi Rapporto Amnesty International) hanno documentato i grandi abusi delle forze dell´ordine e del Governo nei confronti della popolazione camerunese e hanno anche verificato che gli studenti vengono sistematicamente torturati, aggrediti e detenuti senza ragioni precise. Yanick è fuggito dalla sua terra, perché la situazione di estremo pericolo per la sua vita e per quella della sua famiglia era troppo grave. Con l´aiuto delle associazioni studentesche è arrivato in Italia. L´Arci di Pavia ha avviato le pratiche per la richiesta di asilo politico, ma, nonostante le prove fisiche delle torture inflittegli, gli articoli di giornale, le testimonianze e il mandato camerunese di cattura per ribellione, la richiesta non è stata accolta. Yanick non può e non deve assolutamente tornare in Camerun, almeno finché la situazione non cambierà. Gli studenti incarcerati con lui per alcuni giorni sono spariti nel nulla e uno è stato trovato misteriosamente morto. In Camerun è ancora largamente applicata la pena di morte.
CHIEDIAMO SOLIDARIETA´ PER QUESTA SITUAZIONE CHIEDIAMO CHE CHIUNQUE POSSA AIUTARCI CI CONTATTI
CHIEDIAMO AGLI STUDENTI E ALLE ASSOCIAZIONI UMANITARIE DI TUTTA ITALIA DI PRENDERE POSIZIONE DAVANTI AD UN CASO GRAVISSIMO DI VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI
VI CHIEDIAMO INOLTRE DI FIRMARE LA PETIZIONE ALL'INDIRIZZO SEGUENTE: http://www.lamiapetizione.ch/firme.php?idsig=hMqYADHJv2jGDnsAZnpq

Arci territoriale Pavia
Il Presidente Alessandra Fuccillo
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I mondi al limite di Medici Senza Frontiere




Medici senza Frontiere (MSF) è una ONG fondata nel 1971 in Francia; opera in 63 paesi in cui il diritto all’assistenza sanitaria non è garantito e nel 1999 vince il Premio Nobel per la Pace: non è una associazione a vincere, ma l’idea che la salute sia un diritto inalienabile dell’uomo e che non vi sia dignità umana se privati di questo diritto.

Nove scrittori italiani, inviati in diversi territori dove opera MSF, raccontano di “mondi al limite”: dalla Repubblica Democratica del Congo alla Cambogia, dalla Somalia alla Thailandia, dal Brasile alla Colombia, dal Pakistan all’Italia.
Mondi al limite” è storie di uomini, di fatiche quotidiane senza gloria, a dare forma ad un immaginario che si diluisce nel mito e nell’ignoranza di un Occidente incoerente nella sua filantropia.

La clessidra del reale è, pagina dopo pagina, ribaltata, così che la realtà sia speculare e contraria alla nostra quotidianità: un mondo avverso, riverso, che disorienta e mette alle strette.
Non riconosciamo l’infinita miseria e bruttura, né l’assenza di diritto, né le singolarità culturali, scopriamo comune invece l’umanità degli operatori-missionari e dei malati, altrimenti dispersa ai confini della comprensione e della conoscenza: non più angeli all’orizzonte tropicale, né fantasmi ed ombre della rara tv e degli slogan dell’UNICEF, ma uomini veri, che esistono ora e soffrono ora.
Che questa alternativa possa essere un giorno anche nostra? Buona lettura.

( Mondi al limite, Feltrinelli Editore )
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"Il corpo non dimentica" ...e noi?


Medici Senza Frontiere ha presentato di recente il quinto "Rapporto sulle Crisi Dimenticate", denunciando la tendenza riscontrata negli ultimi anni di un calo costante delle notizie sulle crisi umanitarie.
A Milano, dal 13 al 16 Giugno, "La Posteria" ospiterà tre mostre fotografiche realizzate da MSF che a queste crisi danno nomi, volti e corpi che, invece, non hanno mai smesso di ricordare.

La serata inaugurale del 12 Giugno è stata arricchita da letture di brani tratti da “Non tornerò col dubbio e col vuoto”, una raccolta di lettere scritte durante le missioni dagli operatori umanitari MSF.

La locandina è scaricabile dal link:
http://www.medicisenzafrontiere.it/immagini/file/eventi/promocard_mostre_milano_200906.pdf
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Noi non respingiamo


Maggiori informazioni:
- Campagna nazionale "Io non respingo!"
- "Come un uomo sulla terra", documentario su quanto accade in Libia all'umanità in fuga. Proiettato a Pavia il 21 maggio, per iniziativa del Gruppo Scout Pavia 1. E questo è il resto. Continua a leggere

come un uomo sulla terra


Per saperne di più: 

Come un uomo sulla terra sito ufficiale, con tutte le informazioni sul film e le iniziative
Fortress Europe rassegna stampa e inchieste sulle frontiere d'Europa
UNHCR sito italiano dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, perché in questi giorni ne stiamo vedendo delle belle (vedi per esempio qui e qui)
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Diplomazia sanitaria


(vignetta pasquale di Mauro Biani, grazie!)

Oggi, parleremo di politica...

da PeaceReporter

Gino Strada ha aperto stamani il secondo workshop internazionale sulla medicina in Africa. 'Building Medicine in Africa', conferenza che riunisce nove Paesi del continente africano

"Senza principi si è come naviganti senza mappa. Si può navigare in laguna, ma non si può certo affrontare il Mediterraneo". Con una similitudine marinara, quasi d'obbligo trovandosi sull'isola di San Servolo, nella laguna veneziana, Gino Strada ha aperto stamani il secondo workshop internazionale sulla medicina in Africa.

Un documento da presentare alle istituzioni internazionali. Dall'incontro delle autorità sanitarie di nove Paesi africani, riuniti sull'isola di San Servolo, ci si attende una proposta forte e condivisa, che potrà sfociare in un documento da presentare alle istituzioni internazionali per una adeguata copertura finanziaria, eventualmente anche in occasione dell'assemblea generale dell'Organizzazione mondiale della sanità in programma a Ginevra dal 18 al 27 maggio o il G8 che si terrà alla Maddalena in luglio.

'Building Medicine in Africa', conferenza che riunisce nove Paesi del continente africano, riprende un cammino iniziato lo scorso anno, quando ministri, funzionari e operatori sanitari di Egitto, Eritrea, Repubblica Centrafricana, Congo, Ruanda, Sierra Leone, Sudan e Uganda elaborarono un manifesto per una medicina basata sui diritti umani, ispirato ai principi cui ha più volte fatto riferimento il fondatore di Emergency: uguaglianza, qualità e responsabilità sociale. Quest'anno, a testimonianza di come la medicina possa costituire il collante per consolidare le deteriorate relazioni tra due Paesi in guerra, è presente anche il Ciad, i cui rapporti con il Sudan sono da anni problematici a causa del coinvolgimento di entrambi nel conflitto che insanguina la regione del Darfur.

Il tempo dell'azione. In un mondo dove anche la medicina sta diventando un commercio che rischia di alterarne la natura e lo spirito originario, è più che mai necessario, secondo Gino Strada, recuperare la rotta perduta disegnando nuove mappe. In tale contesto, la mappa è costituita dall'obbedienza a questi principi. "Il diritto di essere curati deve essere fondamentale e inalienabile - ha spiegato il chirurgo -. Secondo il principio di uguaglianza, tutti dovrebbero essere curati senza tenere conto delle opinioni politiche o religiose. Non possiamo tollerare quindi una medicina a due velocità, una per i paesi ricchi e una per quelli poveri. Ma uguaglianza è anche diritto a ricevere la cura migliore che esiste in circolazione. La qualità è quindi il secondo principio, in grado di generare risorse umane e scientifiche e basato sui bisogni della comunità piuttosto che su altri interessi, come per esempio quelli che orientano alcuni medici, talora responsabili in prima persona del deterioramento dei sistemi sanitari verso veri e propri supermercati della salute. Infine, la responsabilità sociale: i governi dovrebbero essere responsabili della salute dei loro cittadini, allocando adeguate risorse finanziarie. L'assistenza dovrebbe essere garantita a tutti, ovvero gratuita. Scienza, conoscenza e ricerca devono essere gratuite per produrre risultati, non essere ostaggio delle lobby e delle corporazioni, non tendere al profitto. Rispettare questi tre principi nella costruzione di sistemi sanitari e' un primo passo per la costruzione di un vero sistema sanitario. Ci siamo fermati qui lo scorso anno, per passare in rassegna questi principi. Ora e' tempo di agire".

La rete di eccellenza. L'azione è rappresentata dalla costruzione di una rete di eccellenza medica africana. Un progetto ambizioso e lungimirante, il cui obiettivo finale è la costruzione di una struttura di eccellenza analoga all'ospedale cardiochirurgico di Khartoum in ciascuno dei Paesi coinvolti. Strutture che assecondino specifiche priorita' sanitarie all'interno di un bacino di 11,5 miloni di chilometri quadrati che contiene una popolazione di 300 milioni di persone. Il modello è appunto il centro Salam di Khartoum: 7.500 pazienti visitati, 1.300 operati, provenienti da 14 Paesi diversi, con un tasso di mortalità del 3 percento. Le priorita' elencate da Strada sono le specialità pediatriche di pediatria, ginecologia e ostetricia, chirurgia plastica e ricostruttiva, malattie infettive, traumatologia e riabilitazione e oncologia. Per massimizzare l'impatto di tali ospedali di eccellenza è necessario che i risultati clinici vengano monitorati, che il modello sia esportabile e che sia garantita un'adeguata cooperazione scientifica. Per il suo successo, occorre le autorità sanitarie dei Paesi firmatari e le istituzioni e organizzazioni mediche adottino una strategia di lavoro di squadra, tesa a promuovere il progetto, assicurare la cooperazione governativa, lanciare campagne all'interno del personale sanitario e accedere a fondi e donatori locali e internazionali.

Luca Galassi

Programma del Workshop

Intervista a Gino Strada

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Per fare qualcosa

Dal blog del Circolo Pasolini (post originale qui) un'iniziativa pavese:

Per dare un contributo preciso alle persone che in Abruzzo si trovano in grave stato di necessità, Giuseppe Parroco si è messo in contatto con Don Dante della Caritas della chiesa di San Francesco d' Assisi di Pattino (AQ) in Via Canada. La sua chiesa organizza lo smistamento di quello che gli arriva. A Pavia stiamo cercando di organizzare un furgone per portare a Don Dante beni di prima necessità che ci ha espressamente richiesto: omogeneizzati, alimenti per bambini, latte e cibo a lunga conservazione, tende, abbigliamento intimo nuovo, assorbenti femminili, tute da ginnastica e indumenti invernali, cibo per ciliaci, giocattoli.

L'Impresa Maggiore Rent Spa, tramite i titolari dr. Luca e Vittorio, ci hanno messo a disposizione un furgone da sabato mattina. Li ringraziamo infinitamente per la disponibilità.

Chiediamo a tutti i Candidati Sindaci, alle associazioni di volontariato che non si siano ancora mosse indipendentemente, ai partiti e ai cittadini se desiderano contribuire di telefonare a Giuseppe al seguente numero: 3480348347

Segue elenco di altre iniziative e numeri utili, compilato da
il primo amore.

Per offrire disponibilità di alloggio: l'UDU sta cercando posti letto telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.it

Per volontari da tutta Italia: telefonare alla protezione civile nazionale 06.68201

Per volontari da Pescara: telefonare al Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara 085.2057627

Per donare il sangue in Abruzzo: rivolgersi presso gli ospedali, per Pescara: Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO "Spirito Santo" via Fonte Romana 8 – tel. 085.4252687

Per donare il sangue dal tutta Italia: rivolgersi presso le strutture dell'Avis più vicine: http://www.avis.it/usr_view.php/ID=1545

Per fare donazioni: Raccolta fondi Croce Rossa Italiana:
Conto corrente bancario C/C n. 218020 presso BNL - roma, intestato a CRI, codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020, causale: pro terremoto Abruzzo;
Conto corrente postale n. 300004 intestato a CRI causale: pro terremoto Abruzzo;
Versamenti on line sul sito: www.cri.it/donazioni.html

Per enti locali e associazioni di volontariato, comitati, gruppi organizzati: è possibile attivarsi da subito con i corpi locali di protezione civile, con le associazioni prendendo contatti con i coordinamenti regionali, c'è bisogno di medici, tende, coperte, cibo e supporto logistico. Per informarsi: Dipartimento della Protezione Civile 06.68201

Aggiornamenti:
Si cercano urgentemente donatori di sangue RH negativo, numero 06 491340.
Per volontari addestrati numero 327 0499293
Per viveri, coperte, medicinali e qualsiasi cosa possa essere utile numero 800.860.146 oppure 06.68208
Per chiunque possiede in Abruzzo una struttura alberghiera o può ospitare gli sfollati 0854308309.
Numeri attivati dalla Protezione civile per donazioni tramite sms: 48580 per Tim, Wind, Vodafone e Tre (1 sms 1 Euro); oppure telefonare allo 48580 Telecom Italia (una telefonata 2 Euro)


Il quotidiano "il Centro" di concerto con il gruppo editoriale
Finegil-Repubblica-L'Espresso e con le Casse di risparmio dell'Aquila -
Carispaq, di Pescara - Caripe e di Teramo - Tercas
lancia una sottoscrizione popolare per aiutare le famiglie
aquilane sconvolte dal sisma.
Chiunque volesse contribuire con una somma in denaro può farlo utilizzando
i numeri di conto corrente sotto elencati:

Banca CARISPAQ SPA
"Vittime terremoto L'Aquila"
Codice Iban: IT 53 Z 06040 15400 000 000 155 762

Banca CARIPE SPA
"Raccolta fondi pro terremotati d'Abruzzo"
Codice Iban: IT 19 B 06245 15410 000 000 000 468
presso Banca Caripe Spa Sede Pescara
Corso Vittorio Emanuele 102/104 - Pescara.

Banca TERCAS SPA
"Raccolta fondi pro terremotati d'Abruzzo"
Codice Iban: IT 48 L 06060 15300 CC 090 005 35 65
presso Banca Tercas Spa Sede Teramo
corso San Giorgio 36 - Teramo.


La Caritas diocesana Italiana ha istituito un fondo di solidarietà promuovendo una colletta per aiutare la popolazione abruzzese.
Per sostenere gli interventi in corso (causale "TERREMOTO ABRUZZO") si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 o tramite UNICREDIT BANCA DI ROMA S.P.A. IBAN IT38 K03002 05206 000401120727
Offerte sono possibili anche tramite altri canali:
Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
Allianz Bank, via San Claudio 82, Roma - Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097
Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d'ufficio)


C'è anche il fondo della Caritas diocesana di Roma. È possibile contribuire alla colletta di solidarietà con: Versamenti c/c postale - numero di conto corrente postale 82881004 (IBAN: IT77K0760103200000082881004) intestato a Caritas diocesana di Roma, specificando nella causale «Terremoto Abruzzo»; Bonifico bancario - IBAN: IT13R0306905032000009188568, specificando nella causale "Terremoto Abruzzo".

Anche la Caritas Ambrosiana, che fa capo alla Diocesi di Milano, ha avviato una raccolta fondi aprendo un conto corrente. E' possibile sin d'ora esprimere concreta solidarietà partecipando alla "raccolta fondi - causale Terremoto Abruzzo 2009 - donazione diretta presso l'Ufficio raccolta fondi di Caritas Ambrosiana, via San Bernardino 4, Milano (orari: dal lunedì al giovedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30 e il venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30)- conto corrente postale n. 13576228 intestato a caritas ambrosiana onlus - conto corrente bancario n. 578 - cin p, abi 03512, cab 01602 presso l'agenzia 1 di milano del credito artigiano e intestato a caritas ambrosiana onlus iban: it16p0351201602000000000578. Oppure donazione telefonica tramite carte di credito chiamando il numero 02.76.037.324 in orari di ufficio.

La Croce Rossa Italiana ha lanciato un appello di emergenza a livello internazionale, chiedendo a tutta la popolazione di "partecipare ad un grande sforzo di solidarietà per alleviare la sofferenza di tutte le vittime del terremoto" . Per effettuare donazioni alla Croce Rossa Italiana si possono utilizzare: il Conto corrente bancario C/C n. 218020 presso Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati - Tesoreria - via San Nicola da Tolentino 67 - Roma, intestato a Croce Rossa Italiana via Toscana 12 - 00187 Roma, codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020, causale pro terremoto Abruzzo; il Conto corrente postale n. 300004 intestato a Croce Rossa Italiana via Toscana 12 - 00187 Roma, codice Iban IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004, causale pro terremoto Abruzzo. E' anche possibile effettuare dei versamenti online, attraverso il sito web della Cri.

Aiuti e raccolte
La Croce Rossa ha aperto la sala operativa nazionale di Legnano e i Centri interventi d'emergenza (Cie) di Verona, Roma, Potenza e Palermo per la raccolta di generi di prima necessità (coperte, vestiti, pannolini, latte in polvere, casse d'acqua) da spedire nelle zone terremotate. La Cri ha anninciato di avere già inviato nelle zona del disastro 10 mila coperte per fare fronte alle primissime esigenze delle persone rimaste senza abitazione.
L'associazione ambientalista "Fare ambiente" sta coordinando la raccolta di materiali di prima necessità presso la propria sede di Roma, in Via Nazionale, 243, tel. 06 48029924.

Rifondazione Comunista sta organizzando iniziative di solidarietà con le popolazioni colpite dal terremoto.
La Federazione Prc di Pescara (via F. Tedesco, 8) funzionerà come centro di raccolta materiali e di accoglienza per gli evacuati. Singoli o strutture che abbiano la possibilità di accogliere gli sfollati possono chiamare il numero 085.66788.
Inoltre, chiunque volesse partecipare all'organizzazione dei soccorsi può chiamare: Federazione Prc Pescara: 085.66788 (accoglienza evacuati); Richi: 339.3255805 (generi di prima necessità come acqua, pasta, latte UHT, biscotti); Marco Fars: 334.6976120; Francesco Piobbichi: 334.6883166. Oppure si può spedire una mail al seguente indirizzo: piobbico@hotmail.com


Su Facebook si moltiplicano i gruppi che organizzano iniziative di solidarietà per le vittime della tragedia e i paesi coinvolti nel disastro. Anche Legacoop Nazionale e Legacoop Abruzzo si sono attivate distribuire generi di prima necessità, e in particolare acqua e latte, in coordinamento con la Croce Rossa. Ulteriori e più articolate iniziative di solidarietà e di sostegno alla popolazione dei centri colpiti dal sisma saranno definite nelle prossime ore, per rispondere alle esigenze che si manifesteranno ed in linea con le indicazioni che verranno fornite dalla protezione civile.

Donazione di sangue
Il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi chiede che vengano sospese le donazioni di sangue. "Abbiamo sangue a sufficienza e ringraziamo tutti coloro che lo hanno donato", ha precisato Chiodi, "i centri trasfusionali regionali non sono più in grado di accogliere altre donazioni". Al momento - precisa l'Avis di Bologna - "le unità di sangue richieste dalle zone sismiche sono state già inviate". Appelli per la donazione di sangue erano stati lanciati nelle prime ore di questa mattina sia dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo.

Il sistema delle emergenze per il servizio trasfusionale è governato dal Centro Nazionale Sangue di Roma che è già perfettamente operativo e allertato e in raccordo con il Centro Nazionale della Protezione Civile.
I Centri Regionali Sangue sono in contatto continuo e costante con il Centro nazionale per la disponibilità di scorte di sangue eventualmente necessarie per l'Abruzzo.
Il Centro Regionale Sangue dell'Emilia-Romagna è in stretto contatto con le Associazioni dei donatori.
Al momento le unità di sangue richieste dalle zone sismiche sono state già inviate; il sistema nazionale è in grado di sopperire alla domanda ed è l'unico organismo che deve coordinarne l'invio.

Ai donatori periodici AVIS: chiediamo di rispettare la propria scadenza abituale e non ritardare la donazione per contribuire a ripristinare le scorte abituali e mantenere costante le nostre disponibilità nei prossimi giorni e settimane. Se ci fossero esigenze di unità di sangue di gruppi particolari, sarà cura delle Associazioni convocare direttamente gli interessati per la relativa donazione.

Ai cittadini che non sono ancora donatori: chiediamo di manifestare la loro solidarietà rivolgendosi nei prossimi giorni ad uno dei centri di raccolta sangue della zona di residenza per sottoporsi agli esami di idoneità.

Soccorsi
Da tutto il Lazio circa 40 squadre con più 200 volontari hanno raggiunto le zone di ammassamento in Abruzzo e sono a disposizione della Protezione civile nazionale per le operazioni di soccorso. Altrettante sono state allertate e sono pronte a operare. La Protezione civile regionale ha messo a disposizione dei soccorsi tre elicotteri regionali normalmente utilizzati per la lotta agli incendi, mentre i volontari della Protezione civile del Lazio hanno già portato in Abruzzo centinaia di tende per ospitare persone, 3 cucine da campo, mezzi per il movimento terra come ruspe, bobcat ed escavatori, oltre a torri faro per garantire con le fotoelettriche i soccorsi anche dopo il tramonto. Intervenute anche squadre di volontari con unità cinofile. La Protezione civile ribadisce l'appello a non improvvisarsi soccorritori: "Le operazioni di soccorso vanno effettuate da coloro che sono in grado di farlo. Ci sono centinaia di uomini sia delle componenti istituzionali che volontari della Protezione civile ma comunque si tratta di professionisti".

La Protezione civile Abruzzo ha messo a disposizione un numero attivo 24 ore su 24 per richiedere informazioni: 80.35.55

I capi scout dell'Agesci (Associazione guide e scout italiani) sono stati autorizzati dalla Protezione civile a partecipare alle operazioni di soccorso. L'organizzazione degli scout sta preparando, come sempre in casi di emergenza, in tutte le regioni le schede di partecipazione per i capi scout che vorranno prendere parte alle operazioni. La Croce Rossa è già arrivata nella Regione con attrezzature sanitarie, tra cui un Posto medico avanzato e le unità cinofile e gli ospedali romani sono stati tempestivamente posti in stato di allerta per l'eventuale accoglienza di feriti gravi provenienti dalle zone colpite dal sisma. Croce Rossa Italiana sta organizzando anche una raccolta a livello nazionale per far confluire tutto il necessario nell'area colpita dal terremoto
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In-fame

Per ridiscutere la dicotomia tra carenza e eccesso

(Qui la segnalazione sul sito di Medici Senza Frontiere)

"A hungry man is an angry man." (Joyce)
Permettetemi di dissentire, perché a volte discriminare tra due vocali può voler dire stravolgere un concetto.
"An angry man is a hungry man."

Comincio a pensare alla rabbia come idea chiave in questo tipo di tematiche. Rabbia verso gli altri e verso se stessi, nei confronti della vita, del proprio corpo, della sessualità e anche del cibo.
L’anoressia è ancora un problema, ma non del nostro tempo. Il XXI secolo porta in seno innumerevoli drammi e contraddizioni, mancanze ed eccessi di cui noi tutti siamo la prova concreta.

Morning Banana, Atkinson, Miami (di cui esiste anche una variante fashion, la South Beach) sono le diete di nuova generazione: regole alimentari prive di senso, apporti calorici assolutamente inadeguati e la promessa di perdere dai 3 ai 5kg in poco più di 10 giorni.
Nelle innumerevoli “linee guida” reperibili sul web si legge:
- tutti i pasti, compresi gli spuntini ed il dessert serale, devono essere consumati obbligatoriamente, anche se non si avverte il desiderio di mangiare
- questa è una dieta qualitativa e non quantitativa: non interessano infatti il conteggio delle calorie o dei grammi, ma piuttosto il tipo di alimenti permessi
Non si mangia dunque per sopravvivere, per saziarsi e nemmeno per fame; il messaggio sembra essere che, se si tratta di cibo buono, non esistono restrizioni.
Ed è proprio su questo che dovrebbe basarsi ogni nuova disamina, ogni forma di prevenzione; bisogna avere paura della compulsività, della spudoratezza.
Dagli studi più recenti emerge una nuova tendenza: abbuffarsi senza ricorrere a strategie di compensazione.
A pensarci bene, tutto questo non ha alcun senso. Se davvero si trattasse solo di essere e apparire, di taglia 40 e servizi fotografici sulle riviste patinate l’anoressia si collocherebbe ancora sul podio dei drammi sociali e l’obesità non sarebbe una condizione in crescita.
Diventa legittimo, nonché scontato, chiedersi perché. Perché il cibo sia diventato così importante, una valvola di sfogo quasi irrinunciabile.

"Ho quindici anni, sono iperfagica e sono sola al mondo. E quando dico sola vuol dire che non ho una persona che si preoccupi di me, che mi ascolti, che mi dia un gesto di affetto e comprensione. Le rarissime volte che riesco a mangiare sono felice soprattutto perché sono libera."

E ancora:

"Nei momenti più bui ero consapevole di farmi del male.....era come autofagocitarmi...mangiare me stessa per annullarmi."

Questo è quanto si legge nei vari blog. Centinaia di testimonianze fornite in altrettante lingue, lo specchio in pixel di un male diffuso, un male sociale.
Diventa legittimo, nonché scontato, chiedersi come sia giusto reagire e cosa sia possibile fare.
C’è chi “si affilia” e muore a 14 anni perché 38kg sono troppi, anche quando si è alte 170cm.
C’è chi inventa nuovi reality speculando su vecchi problemi.
E c’è chi organizza una conferenza.


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No, nessuna vacanza. Emigrammo nel silenzio.
Perché ci credevamo noi, agli auguri di 'Buon anno', il 31 dicembre. Epperò Gaza Eluana il Congo Papa&preservativi e intolleranza mistificazione facilonerie cose brutte
Non eravamo pronti.
Ora nemmeno. Però siamo incazzati. Molto di più.
Ne vedrete delle belle.

(segue un bellissimo gridare)


Another World (Antony and the Johnsons, 2008)
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Zeronove

Buon anno,
al Gruppo Kos e a tutti i kossari di ogni genere e età e colore, che non si accontentano del loro elemento naturale e non si rassegnano allo stato delle cose.
A chi sa mettere i punti non solo sulle i, ma soprattutto sotto i punti interrogativi, e alla fine delle frasi. E a chi sa andare a capo, senza aver bisogno di bombe o razzi.
A chi sa usare braccia&idee per toccare l'altro, senza la pretesa di cambiarlo o ferirlo o assimilarlo o annullarlo.
Insomma, a chi sa ancora abbracciare.

"Il 2008 è stato un anno orrendo...
Speriamo di non doverlo rimpiangere troppo!"
(da una vignetta di Gianni Audisio, su Emme del 29.12.2008) Continua a leggere

Mitologia medica

Ogni fine anno giornali e media vari non ci risparmiano classifiche e previsioni e buoni propositi. Le riviste scintifiche, anche quelle più importanti, non sono da meno, naturalmente mantenendo quel "tocco in più" che giustifichi almeno l'impact factor.
Il British Medical Journal (BMJ) già l'anno scorso aveva presentato il proprio articolo "regalo" per l'anno nuovo, una raccolta di convinzioni mediche errate ma consolidate, sfatate con precisione e concisione e con un'analisi critica dettagliata della letteratura specialistica: si intitolava significativamente Medical myths, e il primo mito demolito riguardava la necessità per tutti di bere "almeno otto bicchieri di acqua al giorno": consiglio sbagliato, perché non tiene conto dell'acqua assunta con gli alimenti e le altre bevande; il surplus di acqua eventualmente assunto con gli 8 bicchieri "forzati" potrebbe addirittura diventare dannoso, in particolare perché può indurre, a lungo andare, iponatriemia.
L'idea dei due autori (Rachel C. Vreeman e Aaron E. Carroll, entrambi dell'Università dell'Indiana, USA) è piena di spunti ed è una buona occasione per rivedere alcune delle convinzioni (in termini ermeneutici "pregiudizi") che spesso si incollano un po' troppo al bagaglio culturale dei medici.
Così, anche quest'anno gli Autori hanno raccolto alcuni di miti da sfatare, pubblicati sul numero del 17 dicembre del BMJ: Festive medical myths. Li riportiamo brevemente, senza però svelare ogni arcano, perché val la pena leggere l'articolo. Anche perché, come evidenziavano gli Autori già nel 2007, lo scopo non è quello di fare una raccolta di "non ve lo aspettavate, eh?", bensì sottolineare l'importanza del dubbio critico e metodico nella pratica clinica e nella sua cultura, che dovrebbe poi essere la base della tanto citata (ma quanto applicata?) Medicina Basata sull'Evidenza (Evidence-Based Medicine, EBM).

Festive medical myths (BMJ 2008;337:a2769 )

- Lo zucchero causa iperattività nei bambini: rifacendosi tra gli altri ad uno studio apparso sul Journal of Abnormal Child Psychology nel 1994, gli Autori affermano testualmente che "the differences in the children’s behaviour were all in the parents’ minds".

- I suicidi aumentano durante le vacanze: ciò che va correlato ai suicidi non sono tanto le caratteristiche "ambientali" (mesi freddi e bui, vuoto lavorativo etc), bensì il supporto sociale ed emozionale di ogni individuo.

- Tossicità della Poinsettia: non ci sono prove scientifiche per affermare che la classica Stella di Natale sia velenosa (i casi di "intossicazione" che hanno alimentato la leggenda metropolitana probabilmente erano reazioni allergiche al lattice della pianta da parte di soggetti ipersensibili).

- Eccessiva perdita di calore a capo scoperto: mito legato alla vita militare, ma sostanzialmente errato perché ogni parte del corpo scoperta disperde calore e proporzionalmente riduce la temperatura corporea.

- Mangiare di notte fa ingrassare: c'è ben poco di circadiano nella tendenza all'obesità, ciò che conta è il numero di pasti assunti al giorno, la loro distribuzione e la loro qualità calorica (è chiaro che se lo spuntino notturno si aggiunge ai tre pasti quotidiani più stuzzichini e merendine varie, quelle calorie notturne contribuiranno ad accrescere massa adiposa e rischio cardiovascolare).

- Si possono curare/prevenire i postumi della sbornia: Internet e tradizioni popolari si sono sbizzarriti, ma non esistono purtoppo rimedi scientificamente attendibili; e poi, senza postumi che sbornia è?

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La salute degli altri

Renato Guttuso, Fuga in Egitto (1983, acrilico su carta intelata)

Una delle gemme politiche che il 2008 lascia impresso sul corpo della tutela della salute pubblica e sociale è la triste telenovela della serie di emendamenti presentati dalla Lega Nord al ddl sicurezza che, tra le altre cose, introdurrebbero l'obbligo per il personale sanitario di denunciare gli stranieri irregolari eventualmente in cura.
Una proposta aberrante per la Costituzione, per il Codice Deontologico e per l'umanità e l'intelligenza che si dovrebbero considerare connaturati alla professione stessa del medico (e del politico?). I problemi derivanti da una simile modifica sarebbero facilmente sostenibili, in particolare nell'ambito della tutela della salute dei più deboli, nonché della salute pubblica nel complesso.
Per seguire tutta la vicenda, consigliamo il dossier preparato dalla Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), che è stata negli scorsi mesi l'apripista di una vera e propria rivolta di opinione da parte delle più disparate associazioni impegnate nell'ambito socio-sanitario con gli immigrati. Una battaglia di civiltà che dimostra l'inconsistenza degli "scontri di civiltà" di fronte al riconoscimento dei diritti essenziali dell'uomo, e che smaschera le strumentalizzazioni politiche e i relativi danni di chi ha deciso di fare dell'"altro" pura merce di scambio elettorale e mediatico. Anche grazie a questa battaglia e alla sensibilizzazione che le associazioni stanno operando nei confronti di tutti i parlamentari, per ora la votazione degli emendamenti è ferma in Senato, dove dovrebbe riprendere nella seconda metà di gennaio 2009.

Riportiamo, per la sua completezza ed essenzialità, il testo dell'appello lanciato dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) di Modena


La salute è uguale per tutti


Curare gli indigenti, soprattutto i bambini, è un dovere deontologico per tutti i medici, ma è un imperativo etico per un paese civile.
Non cancelliamo con un decreto un diritto costituzionale

…" chi di questi ti sembra stato il prossimo di colui che fu ferito dai briganti ?"
Quello rispose "chi ha avuto compassione e si è preso cura di lui"
ed Egli disse "va e fa anche tu lo stesso" (Vangelo secondo Luca)

Appello promosso dalla Segreteria Provinciale FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) di Modena

L'art. 32 della Costituzione Italiana sancisce come diritto fondamentale dell'individuo il diritto alla tutela della salute e garantisce agli indigenti il diritto alle cure gratuite, anche nell'interesse della collettività.

Il DL 286/ 98 all'art. 35 prevede la gratuità delle cure urgenti ed essenziali anche agli stranieri non iscritti al SSN, privi di permesso di soggiorno, e privi di risorse economiche e non prevede nessuna segnalazione, salvo i casi di obbligatorietà di referto, come per i cittadini italiani.

La Lega Nord - Padania ha presentato attraverso 5 Senatori un emendamento che prevede l'abrogazione del comma 5 dell'art. 35 e abolisce la gratuità della prestazione urgente ed essenziale agli stranieri non iscritti al SSN e privi di risorse economiche, e propone inoltre l'obbligo per le autorità sanitarie di segnalarli all'autorità competente.

I Pediatri di libera scelta aderenti alla FIMP ( Federazione Italiana Medici Pediatri ) operanti nel SSN, sottoscrittori di questo appello,
ritengono gravissimo tale emendamento che finirebbe per respingere in sacche di esclusione la popolazione più indigente e ne richiedono il ritiro :
esso non è soltanto la negazione di un diritto costituzionalmente sancito, ma costituisce anche un pericolo per la tutela della salute della collettività, per la mancata cura di patologie anche gravi, con conseguente rischio di diffusione e rappresenta inoltre un pericoloso passo legislativo verso l'abolizione del diritto alla cura.

Ritengono inoltre che la segnalazione all'autorità competente di un paziente indigente sia in aperto contrasto con il codice etico ordinistico al quale i medici debbono attenersi e di cui affermano il primato.

Denunciano con preoccupazione che tale emendamento priverà della assistenza sanitaria essenziale migliaia di bambini divenuti "per Decreto invisibili e senza diritti" in totale contrasto con la Convezione ONU sui diritti del fanciullo e richiedono che lo Stato Italiano firmatario con
L. 176/91 della Convenzione ONU di New York del 20.11. 1989 sui diritti del fanciullo garantisca ad ogni minore straniero il pieno diritto di usufruire delle prestazioni mediche pediatriche a prescindere dalla regolarità del soggiorno.

Richiedono quindi a tutti i colleghi Pediatri, a tutti i Medici, agli Operatori Sanitari e a tutti i Cittadini Italiani ai quali stanno a cuore i fondamenti dello stato sociale e la solidarietà di sottoscrivere questo appello.
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In pillole


In giorni di confusione&ideologia (cioè da tanto tanto tempo, in terra d'influenza vaticana), vale la pena fare un piccolo sforzo di chiarezza relativamente alle varie "pillole" che, negli ultimi decenni, hanno contribuito finalmente all'autordeterminazione sessuale delle donne. Le famigerate e inconsistenti polemiche sulla RU486, infatti, non sono altro che le ultime arrivate.
E allora, al di là di orgogli&pregiudizi vari, proviamo a fare una breve rassegna di alcune di queste pillole rockstar.

Terapia Ormonale Sostitutiva (Hormone-Replacement Therapy, HRT)
Si tratta in pratica di un tentativo di "terapia ormonale della menopausa". Tra gli anni '80 e '90 venivano utilizzati solo gli estrogeni, cui si dimostrò associato un aumento dell'incidenza di carcinoma dell'endometrio nelle donne in postmenopausa (a causa del rischio di iperplasia dell'endometrio correlato all'azione degli estrogeni in monoterapia). Perciò attualmente si utilizza in associazione un progestinico (che limita la possibile azione cancerogena dell'estrogeno). Gli agenti più utilizzati sono gli estrogeni coniugati e il medrossiprogesterone acetato (MPA).
Fece scalpore nel 2002 lo studio della Women's Health Initiative (WHI) (dei National Institutes of Health (NIH) americani) che dimostrò un aumento importante di incidenza di tumore della mammella e accidenti cardiovascolari nelle donne in terapia sostitutiva (tanto da dover terminare lo studio prima dei tempi previsti). Da allora il quantitativo di estrogeni e progestinici presenti nelle formulazioni farmaceutiche è stato fortemente ridotto, con una significativa riduzione dei rischi.
Va però ricordato il perché in alcuni casi valga la pena correre quei rischi, e cioè quando gli effetti della menopausa (che non dovrebbe essere considerata una malattia, ma una fase fisiologica della vita della donna) la rendono particolarmente fastidiosa: sintomi vasomotori (le "vampate"), osteoporosi (che aumenta notevolmente il rischio di fratture negli anziani), secchezza vaginale e atrofia urogenitale (prurito e difficoltà ad avere rapporti sessuali, che non è detto debbano perdere valore e frequenza dopo la menopausa).

Modulatori Selettivi del Recettore Estrogenico (SERM)
Tamoxifene & C.: hanno una azione tessuto-specifica, per cui possono mimare i benefici degli estrogeni su alcuni tessuti (es. raloxifene nel trattamento dell'osteoporosi) oppure antagonizzarli in altri (tamoxifene come palliativo nel carcinoma della mammella).
Dunque, pur intervenendo sul meccanismo recettoriale degli estrogeni, questi farmaci non sono correlati alla sessualità delle donne. Ma va ricordato che il clomifene è uno trattamenti di preferenza dell'infertilità femminile dovuta a mancata ovulazione.

Mifepristone
Questo spauracchio di papi e ciellini, meglio noto col nome robotico RU486 (dalle iniziali del laboratorio dove fu messo a punto, più un numero di serie) è tecnicamente un modulatore del recettore del progesterone (Progesteron-Receptor Modulator, PRM). Viene utilizzato per l'interruzione della gravidanza precoce, cioè, detto più brutalmente, causa un aborto chimico attuabile nei primi due mesi di gravidanza (nel rispetto della normativa del rispettivo Paese).
Il blocco dei recettori del progesterone a livello uterino inibisce lo sviluppo embrionale e causa il distacco e l'eliminazione della mucosa uterina, con un processo simile a ciò che accade durante le mestruazioni.
Dal momento che causa una sorta di travaglio "in miniatura", con lieve febbre, dolore e nausea, è necessario associare al mifepristone, solitamente due giorni dopo la prima somministrazione, una prostaglandina che provoca delle contrazioni uterine e favorisce l'eliminazione della mucosa e dell'embrione, solitamente entro mezza giornata.
Dunque, si tratta di un mezzo abortivo precoce, i cui termini rientrerebbero in quelli dettati in Italia dalla legge 194/1978 sull'interruzione volontaria della gravidanza. Rispetto ai metodi abortivi tradizionali ha il vantaggio di non richiedere l'ospedalizzazione della donna né interventi chirurgici, per questo si ritiene che provochi minori traumi fisici e psicologici oltre che minori costi per il servizio sanitario. Attualmente è in uso in tutti i paesi della Comunità Europea ad eccezione di Italia (in cui dovrebbe essere disponibile nelle strutture pubbliche da febbraio 2009, tra mille difficoltà), Irlanda e Portogallo.

Pillola del giorno dopo
Da non confondere con la RU486 (e viceversa), è la "minipillola" del progestinico levonorgestrel: viene utilizzata per la contraccezione postcoito o "d'emergenza", cioè durante le 72 ore immediatamente successive ad un rapporto considerato "a rischio" di fecondazione. Viene assunta in due somministrazioni a distanza di 12 ore. Minipillola & C. agiscono prevenendo l'ovualzione, e non agendo sulla mucosa endometriale in alcun modo: si tratta quindi di farmaci anticoncezionali, con un'efficacia del 95% nelle prime 24 ore (che diminuisce notevolmente nelle ore successive), e non abortivi (due studi a titolo di esempio, da Lancet e New England). Dunque, non è giustificata la possibilità di obiezione di coscienza da parte del medico prescrivente (che va a creare non pochi disagi, visti anche i tempi d'urgenza legati all'azione stessa del farmaco) che fa appello alla 194; ma tant'è, ancora una volta la strada in Italia è in salita.

Pillola anticoncezionale
E' la classica "pillola", quella sul comodino e "prima di dormire". Attualmente vengono utilizzati maggiormente i contraccettivi orali in associazione, composti da estrogeno (per lo più etinilestradiolo) più progestinico (derivati 19-nor dell'estrano e del gonano): tale sinergia ormonale, sopprimendo i livelli di LH e FSH, previene l'ovulazione. Sulle sue implicazioni mediche, sociali e culturali ci sarebbero da scrivere libri (e ne sono stati scritti tanti). Qui basta ricordare che è il metodo contraccettivo reversibile più efficace e conveniente (dal punto di vista economico e pratico), nonostante alcuni svantaggi come la prescrizione medica, la necessaria regolarità d'assunzione, i noti effetti collaterali (nausea, lieve aumento di peso, depressione, etc.), la mancata protezione dalle malattie sessualmente trasmesse.
(Note farmacologiche consultate dal manuale del Goodman & Gilman - 11^ edizione, 2008)
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Dei risultati

Questa è la lettera con cui il Ministero del Welfare si è espresso contro la circolare INPS 88/2008, congelandone di fatto gli effetti, dopo la protesta degli Specializzandi dello scorso 16 dicembre.
A dimostrazione che scendere in piazza, farsi sentire e reclamare i propri diritti non è semplice folklore o infantilismo o ideologia.

Segue il Comunicato stampa di FederSpecializzandi e SIMS

Successo della Mobilitazione nazionale dei medici in formazione

Il Segretariato Italiano Medici Specializzandi (S.I.M.S.) e FederSpecializzandi esprimono soddisfazione per il risultato ottenuto nell´ambito della vertenza previdenziale nei confronti dell´INPS.
In seguito alla mobilitazione dei medici specializzandi contro l´aumento dell´aliquota contributiva INPS, iniziata con le assemblee locali del 10 dicembre e culminata nella giornata di astensione dalle attività assistenziali del 16 dicembre, quando oltre 2000 camici bianchi hanno manifestato sotto la sede del Ministero del Lavoro, è stato emesso il provvedimento che congela gli effetti della Circolare INPS n.88 del 01.10.2008, così come richiesto dalle associazioni di categoria.
Il documento, redatto dalla Direzione Generale per la Previdenza e sottoscritto dal Capo di Gabinetto del Ministro Sacconi, chiarisce inoltre definitivamente, senza equivoci, l´orientamento del Ministero del Lavoro ad applicare l´aliquota ridotta, lasciando quindi intravedere, in attesa del parere del Ministero dell´Economia e Finanze, una conclusione positiva della vertenza.
"Esprimiamo soddisfazione per l´importante vittoria ottenuta - affermano congiuntamente la Presidenza FederSpecializzandi e la Presidenza Nazionale S.I.M.S. - e ci auguriamo di poter mettere al più presto la parola fine su questa vertenza, di cui avremmo fatto volentieri a meno. Ringraziamo i vertici del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali ed in particolare il Direttore Generale per la Previdenza, Prof. G. Geroldi, per aver mantenuto la parola data, ed il Ministro Sacconi ed SottoSegretario Viespoli per l´interessamento. Un grazie sentito va inoltre ai vertici dell´ENPAM, della FNOMCeO e ai presidenti degli Ordini Provinciali per il forte sostegno. Ci riserviamo di valutare i risvolti futuri, convinti che solo l´inquadramento previdenziale nella Quota B dell´ENPAM possa rappresentare la piena tutela previdenziale dei medici in formazione".
Le associazioni infine ribadiscono la richiesta di un tavolo tecnico finalizzato alla revisione del contratto di formazione specialistica ed alla definizione di regole certe per tutti i medici specializzandi, ponendo fine alla miriade di interpretazioni arbitrarie a cui si è assistito finora.

La Presidenza FederSpecializzandi
La Presidenza SIMS
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Se li conosci...

Pietro Caltagirone

Sul numero del 10 dicembre 2008, Kronstadt riprende un fatto del marzo 2007, passato un po' sotto tono sulla stampa: un liceale di Lecco che stava preparando una tesina sul tema "L'etica nella gestione della cosa pubblica", decide di intervistare Pietro Caltagirone, che proprio dal 2007 è il Direttore Generale del Policlinico San Matteo di Pavia. Sulle polemiche a tratti surreali sorte da quella intervista, val la pena fare un salto sul blog del "solito" Pietro Ricca e, soprattutto, sull'intervista di S. Paru allo stesso Duccio su Kronstadt (che è ancora possibile trovare in giro per Pavia).
Ma val la pena soffermarsi un attimo sul "perché" di quel trambusto: come mai tanto rumore per una tesina di uno studentello di liceo scientifico?
Perché quelle domande erano rivolte a Pietro Caltagirone, per l'appunto, uno importante, ex-Direttore Generale dell'Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano nonché dell'Ospedale di Lecco fino al 2007, ex-Direttore dell'Istituto Neurologico Besta e dell'Ospedale Fatebenefratelli di Milano. Ma.
Ma Caltagirone ha sul groppone almeno due accuse piuttosto pesanti: una condanna
a 2 anni con la condizionale per reati di falso e abuso d´ufficio per le irregolarità riscontrate su forniture informatiche del valore di almeno 150mila euro, quando era Direttore Generale al Niguarda (sentenza 4 luglio 2003, confermata in Appello e Cassazione; i fatti risalgono agli anni 1996-1998).
Questi i fatti, e questo il punto per cui Duccio, nella sua tesina ("L'etica nella gestione della cosa pubblica"), ha chiesto un parere, un semplice parere a Caltagirone: è compatibile la sua carica di Direttore Generale attuale con la sua condizione di pregiudicato per reati contro la pubblica amministrazione?
E' diffamante considerarlo un controsenso, basandosi su fatti e sentenze?
Ricordando che Pietro Caltagirone è stato poi nominato Direttore Generale dell'IRCSS San Matteo di Pavia, il "nostro" ospedale, carica che ricopre attualmente. Nel Paese in cui, da anni, si parla più o meno a vanvera di "meritocrazia".

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Sei fantasmi si aggirano per l'Europa...

Sembrano sempre più lontani i tempi d'oro della Medicina, quando qualcuno poteva permettersi di affermare, anche con un certo seguito, che "we have closed the book on infectious disease" (attribuita a William H. Stewart, Surgeon General Usa (in pratica il responsabile per la Salute Pubblica del governo federale), 1967). Purtroppo non è così, e la causa non è solo la tragica pandemia dovuta all'HIV.
L'UE nel 2005 ha messo su (scopiazzando un po' i CDC americani), l'European Centre for Disease prevention and Control (ECDC), che si occupa principalmente dell'osservazione, valutazione e salvaguardia circa le malattie infettive, considerate ancora come una "minaccia" tutt'altro che sopita.
Lo scorso 15 dicembre, questa giovane agenzia europea ha infatti presentato l'Annual epidemiological Report on communicable disease in Europe 2008, che, all'osso, sottolinea ancora una volta l'importanza che le malattie infettive rivestono nella nostra società (il rapporto si riferisce all'attuale Europa "globalizzata"), schematizzandole nei sei problemi principali che pongono e porranno ai vari sistemi sanitari.

1. Infezioni ospedaliere e antibiotico-resistenza
E' considerato il "main topic" del rapporto. Si stima che le infezioni nosocomiali nei Paesi industrializzati abbiano una prevalenza media del 7.1%, con circa 3 milioni di infetti e 50mila decessi l'anno in Europa. I microrganismi più incriminati sono i "nemici storici" dell'assistenza ospedaliera, stafilococchi ed enterococchi, contro cui l'arma principale è rappresentata dalle solite regole di igiene (lavaggio delle mani come Semmelweis insegna da secoli) e buona pratica (in fatto di cateteri e diavolerie varie), nonché nell'appropriatezza delle terapie antibiotiche. La resistenza agli antibiotici rappresenta infatti il grosso fardello delle attuali terapie, costrette a zigzagare tra farmaci di seconda linea alla ricerca di nuovi e sempre più costosi, a causa dell'utilizzo spesso sconsiderato che negli anni è stato fatto delle molecole più mirate (quello dello Staphilococcus Aureus Meticillino-Resistente, per gli amici MRSA, è solo il caso più famoso).

2. HIV
Il mostro dei mostri non risparmia l'Europa: anche se i dati mostrano un sostanziale declino dal 1999, nel 2006 ci sono stati più di 26.ooo nuovi casi di infezione da HIV accertati in Europa (anche se resta la grande incognita degli infettati che non sanno di esserlo, che secondo alcune stime potrebbe aggirarsi sul 30%); attualmente gli europei infettati dall'HIV sono circa 760.000 (secondo i dati dell'ultimo rapporto UNAIDS). L'epidemiologia europea è diversa da quella africana, con una netta prevalenza di infetti tra i maschi; l'infezione riguarda per la maggior parte gli eterosessuali (53%; il rapporto ECDC imputa ben il 40% di questa quota ai fenomeni migratori dalle regioni in cui l'HIV è endemico, in particolare l'Africa subsahariana; ovviamente tale dato va correlato al numero crescente di immigrati provenienti da dette regioni, e non ad una loro particolare "propensione" a portarci l'orrido virus).

3. Malattie respiratorie
In attesa dell'apocalittica influenza pandemica che ogni anno media e ipocondria paventano (quella da antigenic shift, per intenderci), il problema più attuale è quello della tubercolosi: l'incidenza è in diminuzione nella popolazione "autoctona", ma resta significativa (anche se non drammatica come spesso strumentalmente si vuol far credere) nella popolazione immigrata, che rappresenta il 19.5% dei casi EU: ciò significa che la maggior parte delle vittime del micobatterio sono comunque europee, in particolare gli immunodepressi e gli anziani, e che la quota degli immigrati, ancora una volta, è da correlare al loro numero aumentato (nonché al fatto che in molti paesi di provenienza la malattia è endemica e, soprattutto, anche nella nostra magnifica Europa sono le condizioni socio-economiche precarie che la favoriscono). Fa tremare i polsi la TB resistente ai farmaci, che rappresenta meno del 2% dei casi in Europa, ma tocca picchi del 15-19% nei Paesi Baltici, significativo reliquato storico della caduta delle strutture sanitarie in seguito al crollo dell'URSS.

4. Malattie prevenibili con vaccino
In questo campo si segnala il sotto-utilizzo del vaccino eptavalente contro lo pneumococco (PCV7) in molti paesi europei. Il rapporto ECDC evidenzia inoltre la possibilità che si stiano diffondendo sierotipi diversi da quelli coperti dal PCV7 in seguito alla diffusione del vaccino, il che richiede una maggiore sorveglianza sulle malattie pneumococciche da parte degli stati europei.

5. Malattie correlate a cibo ed acqua
La principale causa di malattia gastrointestinale ad eziologia infettiva in Europa resta il Campylobacter, in particolare tra i bambini al di sotto dei 4 anni e con una maggiore incidenza nei mesi estivi. Nonostante circa la metà dei casi di campilobatteriosi sia ormai resistente alla ciprofloxacina, terapia storica delle diarree estive, restano altamente afficaci altri farmaci facilmente utilizzabili come l'amoxicillina/acido clavulanico e la gentamicina.

6. Malattie trasmesse da vettori ed "emergenti"
Last but not least, le malattie trasmesse da insetti, tra cui le malefiche zanzare. Qui l'Italia la fa da prima donna, per la segnalazione dei rari casi europei (praticamente aneddotici) di due malattie esotiche: la chikungunya nel ravennate (agosto 2007) e la febbre da West Nile virus
in Veneto (novembre 2008).
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Ah, che bell' 'u cafè...

Da MediPavia

Studenti di Medicina per Save the Children

A Natale dovremmo essere più buoni. E le opportunità per esserlo non mancano. Nel periodo di Natale si moltiplicano le occasioni di portare aiuto a chi vive in condizione di disagio; perchè non sfruttarle?
MediPavia, la comunità degli studenti della facoltà di Medicina di Pavia, prova a dare il suo piccolo contributo: confidiamo nella tua sensibilità e nella tua generosità perchè il Natale diventi sempre di più un'occasione per aiutare, per pensare a chi è costretto a vivere il Natale come un giorno qualsiasi, o forse peggiore degli altri.
Buon Natale a tutti!

Me lo offri un caffè?

In vista delle prossime festività natalizie, con lo slogan "Me lo offri un caffè?", MediPavia organizza il suo primo stand solidale per raccogliere fondi in favore di Save the Children.
Lo stand ha diversi obiettivi: raccogliere fondi per l'adozione a distanza di un bambino (dobbiamo raggiungere circa 300 euro per dare sostegno ad un bambino per un anno) e per l'iniziativa Riscriviamo il futuro; avremo poi la possibilità di conoscerci di persona, di fare due chiacchiere dal vivo e di scambiarci gli auguri di Natale.
Il nostro stand sarà allestito presso l'atrio del Polo Cravino (via Bassi), tra il bar e l'aula studio, martedì 16 dicembre dalle ore 9 alle ore 18.

Come aiutarci?

1) Vieni a trovarci!

Il 16 dicembre troverai il nostro stand nell'atrio del Cravino; potrai così prendere il buono per 1 caffè con un'offerta di 2 euro: si danno 2 euro allo stand di MediPavia, si ritira il buono per 1 caffè, si va al bar del Cravino e si prende il caffè pagandolo con il buono. Chiaro no?
Il costo di 1 caffè è di 0,80 euro; offrendo 2 euro potrai regalare 1,20 euro a Save the Children. E' un po' come se offrissi un caffè a Save the Children...
Ovviamente potrai prendere più di un caffè quel giorno; potrai prendere il buono anche se non bevi caffè; potrai semplicemente passare e dare la tua offerta. Se poi ti va di rimanere con noi allo stand e darci una mano, beh, una mano è poi sempre ben accetta.

2) Spargi la voce!

Spargi la voce! Aiutaci a far conoscere l'iniziativa, segnala queste pagine ai tuoi ai tuoi amici, ai tuoi compagni in aula, prenditi due minuti ed invia una email a tutta la tua rubrica; per noi sarà un grande aiuto.
Puoi anche scaricare la locandina ed appenderla dove pensi possa essere vista dagli studenti che bazzicano in Cravino (ma non solo...). Anche questo è un grande aiuto per noi!

Cosa si farà con la somma raccolta?

Una parte della tua offerta (0.80 centesimi) andrà a ripagare il costo del caffè che prenderai al bar del Cravino. Il resto (1.20 euro o più, se offrirai di più) andrà interamente devoluto a Save the Children Italia onlus.
Il primo obiettivo che ci poniamo è di raggiungere 300 euro (ma non posso credere che oltre 1000 studenti non riescano a raccoglierli...) da destinare all'adozione di un bambino a distanza, un bambino adottato da tutti gli studenti della facoltà di Medicina di Pavia (odontoiatri, infermieri, ostetrici, ... son tutti chiamati in causa, ovviamente); non male, eh?
Se superiamo i 300 euro (cosa che speriamo vivamente), investiremo nel progetto "Riscriviamo il futuro".
Documenteremo il tutto sul sito MediPavia, ovviamente, in modo tale da essere il più possibile chiari e trasparenti.

Perchè Save the Children?

Le associazioni/organizzazioni umanitarie sono tante e la scelta sarebbe potuta ricadere su altre senza cambiare di molto la sostanza, ossia la nostra volontà di regalare qualcosa di concreto a chi è meno fortunato di noi. Ci piace l'idea di rivolgerci ai bambini, che rappresentano il futuro; ci piace l'idea di adottare un bambino per prendere un impegno, con la speranza di essere capaci di ripetere l'evento anche il prossimo anno e quello dopo ancora; non sarebbe male far partire da qui una bella tradizione.
Ah, giusto per essere chiari: nessuno di noi è volontario di Save the Children; allo stand ci saremo noi studenti, nessuno di Save the Children.
(Scritto da Oedema)
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